Thursday, 1 July 2010

Paolo Sollier: un calciatore per caso

Paolo Sollier veniva chiamato "Ho Chi Min" o il "Sinistro di Dio" dai suoi tifosi. All'inizio fu puro marxismo  ideologico poi passo' ad una milizia più concreta di extraparlamentare di sinistra. Universitario, nel 1969 lavoro' alla Fiat Mirafiori e in autunno ando' a giocare in serie D con la Cossatese. Faceva l'operaio ed il calciatore. Il calcio era un altro mondo. Quello che stava accadendo nella vita di tutti i giorni, restava fuori dagli spogliatoi.

Il  suo comunismo fu una convinzione maturata ed accettata consapevolmente nel tempo. Evidenti le stimmate del contestatore impegnato: barba, baffi e pugno chiuso. Lascio' la fabbrica e passo'  alla Pro Vercelli per poi arrivare a Perugia. La citta', rossa naturale, rosso il Comune, rossa la Provincia e super-rossa la Regione, E poi lui, il più rosso di tutti. ll connubio fu dei più felici.
Nell'ultima partita del girone di andata al Comunale di Torino nel 1976, prima del fischio d'inizio, si  piazzo' al centro del campo e saluto' levando alto il pugno sinistro, proprio sotto il naso del suo ex-padrone Umberto Agnelli. Non cerco' il gesto plateale, ma voleva che questo fosse chiaro a tutti.

Di lui, l'allenatore Ilario Castagner diceva bene. Senza intenzione, Sollier divento' la bandiera di quel Perugia.  Ma lui, il «grifone rosso», è sempre rimasto lo stesso di quando giocava nella Cossatese. A Perugia abitava al pianterreno di una piccola casa, lontana dal centro storico con la mania della fotografia.  Lui ha sempre affermato che non si vive di solo calcio.
Poi lascio' Perugia e milito' per tre stagioni nel Rimini di Helenio Herrera nella Serie cadetta, per poi proseguire la carriera in serie C con Pro Vercelli e Biellese.

Terminata la carriera agonistica Sollier collaboro' con quotidiani tra cui Il Mattino di Padova, Tuttosport ed altre riviste. Divento' allenatore e dal 2005 è il tecnico dell'Osvaldo Soriano Football Club, la Nazionale calcistica degli scrittori.

La sua notorietà e' accresciuta con l'uscita del libro Calci e sputi e colpi di testa, pubblicato nel 1976 e completata nel 2008 con articoli dell'epoca, nel quale il calciatore racconta la propria militanza in Avanguardia Operaia e descrive il mondo del calcio da un punto di vista nuovo ed alternativo.

Paolo Sollier è stato il precursore dei calciatori impegnati nella politica, un'icona. Ma se invece di calciare la palla avesse fatto a tempo pieno il militante politico avrebbe conseguito risultati piu' importanti?

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