Thursday, 1 November 2012

Hellas Verona: da Cenerentola provinciale a Regina d'Italia

Verona 1984/85

Dopo le ultime stagioni concluse tra le prime sei posizioni in campionato e arrivando alle finali di Coppa Italia perse a favore della Juventus nel 1983 e della Roma nel 1984, il Verona decise di rinforzarsi e cercò di concludere il mercato d'estate con dei grandi colpi. Fu vicina all'acquisto di Lothar Matthäus ma considerato troppo giovane si puntò sul tedesco stagionato Hans-Peter Briegel che impressionò agli Europei del 1984 e il danese Preben Elkjaer. I due legarono da subito essendo anche gli unici stranieri di quella squadra, fisicamente simili e possenti durante la preparazione si guardarono e si dissero se con quei compagni di squadra gracili e piccolini avrebbero vinto qualcosa. Quei due si erano inseriti in un telaio foto da Capitan Tricella, Garella, Fanna, Galderisi, Di Gennaro, De Agostini. Un collettivo solido che lavorava con impegno e modestia, due caratteristiche garantite dalla presenza in panchina di uno stratega come Osvaldo Bagnoli.

Che quell'anno il Verona fosse stato in grado di dare fastidio alle grandi, divenne evidente con la prima giornata di campionato: il 16 Settembre 1984 al Bentegodi arriva il Napoli di Maradona. Il tecnico Bagnoli prende tutti in contropiede decidendo di affidare al giocatore tedesco il controllo del fuoriclasse argentino. La mossa si rivelerà azzeccata tanto che Briegel non solo annulla Maradona, ma apre anche le segnature con un gran colpo di testa. Il match finirà 3-1 per gli Scaligeri e darà inizio a quella che si rivelerà una fuga vincente verso la conquista dello scudetto.

La grinta e la determinazione dei Giallo-Blu regalarono ai tifosi momenti davvero esaltanti. Alla quinta giornata Elkjaer segnò un goal memorabile alla blasonatissima Juventus: una volata delle sue si concluse con una gran botta che mandò il pallone in fondo alla rete e la scarpa del danese a planare a cinque/sei metri di distanza. Purtroppo l'ariete danese si infortunò con la Samdoria e dovette rimanere fermo alcuni mesi ma nonostante la sua assenza, il Verona concluse il girone d'andata in testa alla classifica e con un passivo di sole sei reti.

Per gli uomini di Bagnoli era il momento di gettare la maschera e di candidarsi come legittimi aspiranti al titolo di campioni d'Italia. L'occasione giusta venne il 10 Febbraio allo stadio Friuli contro l'Udinese di Zico. Dopo 20 minuti di gioco, grazie ai goal messi a segno da Briegel, Galderisi ed Elkjaer, i veronesi conducevano 3 a 0 e nessuno avrebbe scommesso una lira sulla rimonta dell'Udinese. Ma i Friulani, spronati dal fuoriclasse brasiliano, si scatenarono e dopo un'ora di gioco riuscirono clamorosamente a raggiungere il pareggio. Una doccia fredda che avrebbe gelato qualunque squadra e alla quale bisognava reagire con una prova di carattere. Ancora una volta furono i due colossi stranieri gli elementi decisivi degli scaligeri: prima il danese su contropiede, poi Briegel di forza fissarono il punteggio finale sul 5-3 e confermarono a tutti che quella che si era presentata come una provinciale giocava oramai con la mentalità tipica delle grandi.

Nella fase finale della stagione anche la difesa fece la sua parte, dimostrando una saldezza che consentì ai veronesi di strappare preziosi punti alle dirette inseguitrici e di tenerle a distanza di sicurezza. Alla fine i punti di distacco sulla seconda erano quattro. Il miracolo si era realizzato: il Verona vinse lo Scudetto.

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