Tuesday, 1 October 2013

Coppa Intercontinentale 1969: Estudiantes-Milan una finale epica



La Coppa Intercontinentale 1969 è stata la decima edizione del trofeo riservato alle squadre vincitrici della Coppa dei Campioni e della Coppa Libertadores. Fu il primo trofeo vinto dal Milan, alla seconda partecipazione, e il terzo per una squadra italiana ed é ricordata come una delle più violente partite della storia del calcio che coinvolse sfortunatamente la squadra rossonera e in particolar modo il giocatore franco-argentino Nestor Combin (vedi foto).

L'andata si giocó a San Siro l'8 ottobre ed il dominio rossonero era stato totale. Combin, insieme a Sormani, fu l'autore delle marcature che diedero al Milan la vittoria contro gli argentini dell'Estudiantes per 3-0.

Il ritorno fu il 22 Ottobre 1969. L'Estudiantes era la squadra di una piccola città che arrivó a dominare il calcio sudamericano. C'erano buoni giocatori, tra i quali Carlos Bilardo, futuro Ct dell'Argentina mondiale, e Juan Ramon Veron, il padre di Sebastian e gli altri erano dei veri picchiatori. Pur essendo la squadra argentina di La Plata, non volle giocare nel grande e dispersivo stadio Monumental del River Plate ma decise di giocare il ritorno alla Bombonera, stadio del Boca Juniors. La partita fu una selvaggia caccia all'uomo, i giocatori rossoneri fin dal loro ingresso in campo ricevettero addosso del caffè bollente; durante le foto di rito vennero presi a pallonate dai giocatori avversari, la partita ed il dopo partita si trasformarono in un'autentica battaglia. Combin a fine dell'incontro uscì dal campo con naso e zigomo fratturato, altri giocatori del Milan si lamentarono poi di aver ricevuto altri colpi proibiti dagli avversari. Il ritorno, dopo il gol di Gianni Rivera nel primo tempo, si concluse 2-1 per gli argentini ma la coppa la conquistarono i rossoneri. Combin venne prelevato dalla polizia argentina negli spogliatoi e condotto in questura per diserzione; Nestor in Argentina era considerato un traditore per aver scelto la nazionalità francese e tra le altre cose era anche considerato un disertore per non aver prestato servizio militare. Fu rilasciato 12 ore più tardi dopo aver dimostrato di aver regolarmente svolto il servizio militare in Francia. Rocco e i compagni si rifiutarono di partire sino all'arrivo dell'attaccante.

Diversi giocatori della squadra argentina vennero denunciati all'autorità sportiva e subirono pesanti squalifiche: il portiere Poletti, considerato uno dei più violenti, fu radiato dalla federcalcio argentina (successivamente la radiazione fu revocata) mentre Aguirre Suárez e Manera furono squalificati il primo per 30 partite di campionato e 5 anni di attività internazionale e il secondo per 20 giornate e 3 anni. I tre furono anche arrestati e scontarono 30 giorni di reclusione.

L'intimidazione ambientale, l'acquiescenza arbitrale, la mancanza di ogni sicurezza furono tali che la Coppa di fatto morì lì, negli anni seguenti le squadre europee rifiutarono di giocare in quel clima, favorito anche dal fatto che questo titolo non era riconosciuto ufficialmente dalla Fifa. La salvarono i giapponesi negli anni Ottanta.

Per il Milan fu la prima vittoria, per la seconda avrebbe aspettato vent'anni, in quella che ormai era la Coppa Toyota.


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